Collaborazione con la Bottega Di Nino di Cunardo

Una delle cose che amo di più del mio lavoro è la ricerca continua di ispirazioni, di scambi e di dialoghi con gente del mestiere e artisti che riescono ad ampliare il modo di vedere le cose. La mia vita è un infinito viaggio in esplorazione di luoghi meravigliosi che comprendono l’arte, l’artigianato, la natura e la filosofia.

Da un po’ di tempo sto collaborando con la bottega cunardese dei fratelli Mauro e Marino di Nino, insieme abbiamo sviluppato nuovi modelli e reintrodotto la tipica decorazione della Frasca Blu, molto usata nelle nostre zone negli anni 60, sul primo pezzo Keramô decorato con ossidi sotto cristallina, una brocca da tre litri che riallaccia insieme la vecchia tradizione con il gusto contemporaneo. Questa botteghina per me sta diventando un luogo importante, non solo per sviluppare nuove idee e progetti ma anche per dialogare e trovare un po’ di pace. Curioso poi il fatto che negli anni 80 mio padre Angelo lavorò qui quando la sede era in via Raglio sul confine di Ghirla e a dirigere i lavori c’era ancora il fondatore Giuseppe Di Nino, il padre dei due fratelli.


Le ceramiche artistiche cunardesi Di Nino nascono nel 1976 grazie a Giuseppe Di Nino, originario di Castelli, famosa città ceramica. Giuseppe prima di mettersi in proprio lavorava presso le Ceramiche Coronetti, un’impresa ceramica cunardese molto diffusa a quei tempi, la sua mansione era quella di foggiatore. Per quasi trent’anni in questa manifattura si è prodotto ceramica in larga scala dal 1952 e la sua attività poteva contare più di 100 maestranze assunte al suo interno, con dipendenti provenienti dal centro Italia, Toscana, Calabria, Abruzzo ed Emilia Romagna.
Lo stabilimento si trovava in via Foscolo, e i grandi capannoni erano suddivisi così:

“La fabbrica si sviluppava su due piani , piano superiore reparto colaggio, inferiore forno a tunnel per il biscotto , forni per colori , reparto decorazioni ed in fondo staccato dal capannone reparto imballaggio e magazzino . Nella parte sul retro si trovava il parcheggio dove si smaltivano anche gli stampi in gesso dismessi . All’inizio dell’ingresso dal parcheggio si trovava il reparto modellisti dove appena entrati si distingueva quell’odore particolare di ceramica , la chiusura è arrivata nei primi anni ’80 e molti dei suoi dipendenti hanno proseguito la tradizione della ceramica Cunardese aprendo varie attività artigianali che hanno dato loro stesse altro lavoro a Cunardo , alcune sono , Ceramica Di Nino , Ceramica Fratelli De Simone , Ceramica D’Arienzo, Studio d’arte Cunardo con Cappellini Fiorenza e Vigezzi che ha iniziato una lavorazione prettamente artistica con porcellane stile Capodimonte”

Dopo diversi anni di abbandono i capannoni furono abbattuti ed oggi al loro posto troviamo la casa di cura “Le Terrazze”. Giuseppe avviò la bottega mentre ancora stava lavorando presso la Coronetti, di giorno era in manifattura e la sera era in garage ad allestire un laboratorio di ceramica. Partì con i primi lavori su commissione facendosi aiutare dai suoi colleghi che ben volentieri prendevano il lavoro per arrotondare ed in fine riuscì a mettersi in proprio e avviò la propria impresa che dal garage di casa si spostò prima in via Raglio e poi in via Varesina, dove possiamo trovarla tutt’oggi.

Dopo la morte di Giuseppe furono i figli Mauro e Marino di Nino che portarono avanti il lavoro, oggi producono molti pezzi per il Ticino, sono specializzati in colaggio di terraglia bianca e nella decorazione con ossidi sotto cristallina, ad aiutarli poi c’è Adriana, una decoratrice molto in gamba e spesso a realizzare i primi modelli collabora anche Oscar Fiorenza, grande artista e artigiano di Mesenzana.